Pensieri in libertà
Da Platone a Geroges Sorel
Ebbene, il sagace testo di Bergamaschi che il lettore stringe tra le mani rovescia con talento gli schemi narrativi del pensiero unico politicamente corretto ed eticamente corrotto. Prendendo in esame il pensiero e l’azione di Pound e di Bordiga, di Togliatti e di Mattei, Bergamaschi si oppone con forza pari all’intelligenza alla narrazione oggi dominante, che pretende di condannare gli autori in quanto comunisti o in quanto fascisti, per rendere di fatto legittimi solo quelli di ispirazione liberale.
Il lettore potrà liberamente seguire il percorso teorico proposto dal Bergamaschi: vi troverà ovunque libertà di pensiero e onestà intellettuali; e se anche potrà dissentire su singole soluzioni teoriche e su specifiche interpretazioni, non potrà non riconoscere l’onestà dell’opera, la libertà e, talvolta, l’audacia ermeneutica. Di questo oggi vi è più che mai bisogno. E Bergamaschi, con il suo lavoro, ci offre uno splendido esempio, ma poi anche un prezioso documento di resistenza alla barbarie che avanza larvata sotto le insegne altisonanti del progresso e della tinta arcobaleno.
Il pensiero, quando è davvero libero, non procede in linea retta: torna indietro, devia, si contraddice, esplora territori lontani tra loro. È questo movimento irregolare e vitale che attraversa i saggi di Ferdinando Bergamaschi.
L’autore attraversa infatti la storia delle idee senza steccati: dall’apologia di Togliatti ai “fratelli in camicia nera”, da Platone e Aristotele; dalle grandi fratture del Novecento alle affinità tra fascismo e socialismo nella politica sociale; dal sindacalismo rivoluzionario alle concezioni politico-economiche di Ezra Pound; dal comunismo di Bordiga a figure affascinanti quali Mattei, Kerouac, Marinetti, Bombacci; da Nietzsche allo stoicismo; dall’impresa dannunziana di Fiume alla questione energetica; dalla cultura di destra alla poesia di Giovanni Pascoli.
Ne emerge un percorso non sistematico ma coerente, animato da una tensione costante verso l’indipendenza intellettuale. Una raccolta che rifiuta le semplificazioni e accoglie la complessità, restituendo al lettore la ricchezza di uno sguardo plurale, inquieto e radicalmente autonomo.
Il pensiero, quando è davvero libero, non procede in linea retta: torna indietro, devia, si contraddice, esplora territori lontani tra loro. È questo movimento irregolare e vitale che attraversa i saggi di Ferdinando Bergamaschi.
L’autore attraversa infatti la storia delle idee senza steccati: dall’apologia di Togliatti ai “fratelli in camicia nera”, da Platone e Aristotele; dalle grandi fratture del Novecento alle affinità tra fascismo e socialismo nella politica sociale; dal sindacalismo rivoluzionario alle concezioni politico-economiche di Ezra Pound; dal comunismo di Bordiga a figure affascinanti quali Mattei, Kerouac, Marinetti, Bombacci; da Nietzsche allo stoicismo; dall’impresa dannunziana di Fiume alla questione energetica; dalla cultura di destra alla poesia di Giovanni Pascoli.
Ne emerge un percorso non sistematico ma coerente, animato da una tensione costante verso l’indipendenza intellettuale. Una raccolta che rifiuta le semplificazioni e accoglie la complessità, restituendo al lettore la ricchezza di uno sguardo plurale, inquieto e radicalmente autonomo.